Testimonianza “idraulica” sull’alluvione a Vicenza

Questo un mio articolo pubblicato sul sito NoiseFromAmerika

Sono un pluri-alluvionato di Vicenza… in quest’occasione posso ritenermi fortunato, me la son cavata con “pochi” danni (“solo” deposito attrezzi, serra, garage, caldaia e cantina son finiti sotto).
1. Non mi piace molto il taglio che si è dato nei commenti al precedente articolo sull’argomento “alluvione a Vicenza”: io non ho colto una rivalsa nei confronti dei Veneti, nè un “se la meritano”. Sarà vero che questi “pensieri” siano passati per la mente di molti, tanto quanto quelli di molti del nord quando capita qualcosa al Sud… ma non credo si debba (e non vorrei) parlare di questo… perchè è anche vero che pur criticando il sud mandiamo i nostri alpini di qua e di là ed è anche vero che i moltissimi meridionali che ormai risiedono da noi, con noi hanno vissuto la tragedia e con noi hanno lavorato.

Io mi concentrerei sul silenzio nazionale, sul silenzio dei media. Non si presta attenzione ai vivi per fare morbosamente pelo e contropelo alle vicende dei morti (vedi vicenda Sara e plastici di Vespa).

Dopo i primi giorni in cui c’è stata qualche notizia nazionale su di noi, c’è stata una fugace visita a Vicenza di Bertolaso e tutto si è chiuso col concetto: “sono messi bene, perchè si son dati da fare subito, mandiamo protezione civile e un po’ di esercito – caso chiuso”… spariti dalle notizie dei telegiornali… tranne quelli locali grazie a Dio. Fior di proteste a distanza di una settimana hanno ottenuto finalmente una riscoperta del caso a partire da Corriere della Sera e Tg La7… poi di nuovo tutti ne parlano e sono iniziate le “visite di cortesia”.

2. Qualcuno ha detto che forse dipende dal fatto che rispetto a Messina non c’è combinazione di alluvione + movimenti franosi ma una “semplice” alluvione, più facilmente prevedibile: ma siete venuti qui? A Valli del Pasubio una frana si muove, evacuate 35 persone; a Recoaro dal Rotolon il movimento franoso fa sentire l’insidiosa presenza col suono, il rumore delle scariche che ogni tanto provengono dalla nebbia; altre frane ad Acquabona di Cortina, a Chiappuzza di San Vito di Cadore a dieci chilometri circa da Cortina a Passo Tre Croci, movimento di massi e fango sulla statale 51 di Alemagna, linea ferroviaria del Brennero interrotta a causa della caduta di massi sui binari nell’abitato di Bolzano, poi frana Fantoni e anche a Valli del Pasubio, Torrebelvicino, Marostica e a Malo, Malcesine nel Veronese o nel Bellunese, lungo la SP 38 Selva, la SP 47 Monte di Malo, la SP 44 Campanella, la SP 31 Valdichiampo, la SP 100 Recoaro Mille, la SP 350 Valdastico, la SP 47 della Riviera Berica, la SP 46 del Pasubio e la SP 81 Valposina…

Allo stesso modo si dice non ci son stati crolli: case crollate no, ma l’acqua è entrata sfondando porte, finestre e muri divisori… quelle case sono ancora in piedi certo, ma…

 

 

3. Qualcuno sostiene che forse tutto dipende dal fatto che in pochi conoscono il Bacchiglione…
Posso capire che non si conosca il nome del fiume certo, nemmeno io ricordo il nome di quello che attraversa Bolzano eppure è un bel fiume e sono comunque conscio che quella che ci scorre dentro è acqua. Non conosco nemmeno il nome di quello di Messina, però la notizia non mi è passata inosservata. A me, pensate un po’, fa paura il Tribolo (già il nome è una tribolazione), che è solo un affluente del Tésina, il quale è solo un affluente del Bacchiglione che oltre ad essere il fiume di Vicenza è pure il fiume di Padova.

4. Si parla di abusivismo, leggi, regole…
ecco quello sì è un problema reale: al sud saranno maestri, ma anche qui non si scherza… e leggi e regole son troppe è vero… perchè se una legge non viene rispettata se ne fa un’altra per far sì che la prima venga rispettata o per inserire eccezioni alla prima.

Vi faccio un esempio a me vicino: dicevo del Tribolo (l’accento stretto va sulla ‘o’)… questi gli eventi nella destra orografica del Tribolo dove mi trovo io:

30/31 ott 1976 – grave alluvione
primavera 1983 – lieve alluvione
primavera 1993 – alluvione
autunno 1995 – alluvione
6-7-8 ott 1998 – grave alluvione
set e nov 2000 – lieve alluvione
ago 2002 – lieve alluvione
1-2 nov 2010 – alluvione

Prima di questi a memoria degli anziani c’è solo il famoso 1966, nient’altro… cos’è successo allora? Il problema è semplicissimo, di una semplicità disarmante. Però si tentenna e si parla di competenze, piani regolatori, fondi, consorzi, magistrati, responsabilità ecc.

Geografia e Geologia
Il fiume Tribolo scorre, nella zona in questione, a cavallo di due comuni (Vicenza a destra con il quartiere di Bertesinella e Quinto Vicentino a sinistra con la frazione Villaggio Montegrappa) e un po’ più avanti entra nel comune di Torri di Quartesolo.
La parte destra è abitata e coltivata da SECOLI (c’è una chiesetta e un ex convento benedettino), mentre la parte sinistra da pochi DECENNI.

Bacino Alluvionale
Tutta la zona destra è sempre stata ed è tuttora SOPRAELEVATA DI ALCUNI METRI rispetto alla sinistra, che si trova, oserei dire, alla stessa altezza del livello dell’acqua.
Ora, senza scomodare qualche geologo, ciascuno provi ad indovinare qual è il NATURALE bacino di sfogo del fiume. Penso che anche un bambino risponderebbe “la sinistra”.
E così è sempre stato fino alla bonifica e alla costruzione da parte del comune di Quinto Vicentino del quartiere Villaggio Montegrappa.
Ora, costruire una zona residenziale in un NATURALE bacino di sfogo di un fiume sembrerebbe una cosa da “abuso edilizio”… ma così non pare e fu avviata la lottizzazione contro più pareri negativi del Genio Civile (basta consultare l’archivio di stato).
Per far ciò, però, si è ovviamente reso necessario un notevole rinforzamento e innalzamento degli argini di sinistra (comune di Quinto Vicentino), SENZA concordarne uno pari sulla destra (comune di Vicenza).
Ed è così che la zona destra è diventata il NATURALE, come sostiene qualcuno (ma è MOLTO più corretto parlare di ARTIFICIALE) bacino alluvionale del Tribolo.

Il letto del fiume
Il fiume è sempre stato pulito e curato dai contadini stessi.
Poi le leggi e la burocrazia hanno regolamentato il tutto e la conseguenza è un totale abbandono di alcune parti, dato che il Tribolo è stato fatto a pezzetti per gestione e responsabilità.Addirittura ora un contadino che operi per manutenzione nel fiume o sulle sponde può essere multato o denunciato perché non è suo compito!
Ora, ad esempio, a monte della zona in questione il letto del fiume viene regolarmente pulito e scavato, mentre qui la cosa NON viene fatta da DECENNI. Quindi il fondo del fiume scorre regolarmente in discesa fino alla nostra zona, dove trova un alto scalino da superare per poi proseguire su un letto molto meno profondo e scorrevole. Qui l’acqua rallenta e risale le sponde cercando sfogo lateralmente.
Più a valle il comune di Torri di Quartesolo ha reso quasi “impermeabili” le sponde ed ha installato numerose grosse idrovore che ributtano l’acqua, eventualmente presente fuori, all’interno del fiume stesso agevolando il “rinculo” verso la zona in questione.

Gli argini
In assenza di argini o a parità di argini abbiamo visto che la zona alluvionale era e sarebbe NATURALMENTE a sinistra.
Dopo la nascita del Villaggio Montegrappa con l’innalzamento degli argini di sinistra e l’assoluto abbandono di quelli di destra la zona alluvionale è “passata” ARTIFICIALMENTE a destra.
Dopo eventi disastrosi finalmente qualche lavoro è stato fatto sulla destra.
Alcuni abitanti della parte di sinistra, gravemente allarmati a causa dei lavori riservati solo agli argini di destra che ora supererebbero quelli di sinistra, si sono preoccupati ed hanno fatto fare “la voce grossa” al loro Sindaco.

Conclusioni
Sembra tutto un grosso litigio tra bambini che giocano coi castelli di sabbia.
Ormai il Villaggio Montegrappa esiste ed è giusto che anch’esso sia difeso tanto quanto, né più né meno degli abitanti di destra.

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